Smielatura!

È tempo di raccogliere il prodotto più buono dell’alveare

Prima smielatura dell’anno

Per chi fa apicoltura commerciale, la smielatura, ossia la raccolta del miele dalle arnie, è il fine ultimo di tutta l’attività svolta con le api. Certo, da un’arnia si possono raccogliere anche cera, propoli e pappa reale, ma la stragrande maggioranza del ricavo per chi alleva api per reddito, secondo alcune fonti fino al 99%, arriva dal miele.
Per la nostra associazione, che invece opera senza scopo di lucro, la smielatura è principalmente un’altra occasione per imparare qualcosa sulle api, e per passare un pomeriggio in buona compagnia.
(A essere sinceri, non siamo così nobili e disinteressati: il miele piace anche a noi, e il raccolto viene diviso tra tutti i soci dell’associazione).

Telaini da melario

Domenica 8 giugno ci siamo quindi ritrovati nella nostra sede e abbiamo fatto la prima smielatura della stagione: dovremmo riuscire a farne un’altra verso la fine di giugno o l’inizio di luglio. Ma come funziona la smielatura? In fondo il miele, per le api, è cibo: è giusto portarglielo via? Facciamo del male alla famiglia togliendole così tanto nutrimento?
La risposta è NO: con la smielatura noi raccogliamo del miele in eccesso rispetto a quello che serve per nutrire la famiglia. Questo miele extra, per così dire, viene depositato in una parte dell’arnia separata da quella in cui vive la famiglia (il nido), in cui la regina non può entrare per deporre le uova, che si chiama melario. Nel melario vengono messi dei telaini appositi, come quello che si vede nella foto qui sotto, più piccoli di quelli del nido. La famiglia si autoregola, e il melario viene riempito solo se nel nido ci sono abbastanza scorte. Un melario ha spazio per 9 telaini, e una volta pieno può contenere fino a 12-15 Kg di miele. 

La disopercolatura

Man mano che il melario viene riempito, le api ricoprono le cellette di cera (si dice che le cellette vengono opercolate): è un’operazione che viene fatta anche nel nido, e serve per proteggere le scorte di miele dall’ambiente esterno. Quando il melario è completamente opercolato è possibile rimuoverlo per procedere con la smielatura.
Per prima cosa occorre disopercolare i telaini, ossia rimuovere la cera: l’operazione viene fatta con un coltello apposito, come si vede nella foto qui sopra.

Telaini nello smielatore

Una volta terminata la disopercolatura, i telaini vengono inseriti nello smielatore, che è semplicemente un bidone con una struttura interna per fissare i telaini, che viene collegato a un motore (noi ne usiamo uno proveniente da uno scooter elettrico). L’estrazione del miele avviene esclusivamente tramite centrifugazione, come si vede nell’animazione qui sotto.

E finalmente... il miele!

Quando esce dallo smielatore il miele passa attraverso un filtro per eliminare eventuali residui di cera (anche in questo caso si tratta di una filtrazione puramente meccanica), decanta per qualche giorno, e viene poi messo nei vasetti di vetro in cui siamo abituati a vederlo.
Buon appetito!

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